Archivio per ottobre, 2012

Piccola goccia in mezzo ad un mare, nero.

Posted in Uncategorized on ottobre 24, 2012 by Claudia Mocci

Primo articolo del mio blog. Quando ebbi l’idea di creare un blog personale non avevo in mente  un argomento specifico su cui concentrarmi. Come spesso accade nella vita, – l’argomento- è venuto a cercare me. Mi trovo a Gorè, piccolo villaggio di quindicimila abitanti nell’estremo Sud del Tchad. Gorè, al confine tra il Camerun e la Repubblica Centrafricana, è tristemente noto come crocevia di ribelli e per i suoi tre campi rifugiati. Quando seppi di esser stata scelta per il  progetto EUROSHA (Europian Humanitarian Aid OpenSource Volunteers   blog.docx) e che il mio paese di lavoro, per sei mesi, sarebbe stato il Tchad, devo dire che il primo pensiero è stato quello di non conoscere affatto questo paese. Raramente avevo sentito parlare del Tchad. Non sapevo che , dopo l’indipendenza del 1960, più di 30 anni di guerre civili hanno afflitto, massacrato e reso poverissimo questo paese, non sapevo delle continue e cicliche carestie , alluvioni, malaria, colera e diarrea che tutt’oggi mietono vittime,  soprattutto tra i giovanissimi. Non immaginavo quanto questa terra potesse essere arida e dura, quanto precarie e difficili fossero le condizioni di vita. Per non parlare poi di quanto la crisi del Darfur, le situazioni di guerra e instabilità dei paesi vicini (Niger, Nigeria, Libia, Sudan, Camerun e Rep. Centro Africana) abbiano ulteriormente peggiorato le condizioni, già piuttosto, precarie del Tchad. Prima e durante il training di formazione in Francia ho raccolto più informazioni possibili per cercare di avere un quadro generale chiaro, informazioni che , ora mi rendo conto , sono una piccola goccia in mezzo ad un mare nero.Nero, come l’acqua che scorre per le strade di Goré, che gli abitanti e animali bevono, usano per cucinare.  Devo, dobbiamo, guardare e accostarci a queste persone con una grande umiltà e rispetto perché ogni loro azione e parola trasuda coraggio. Nonostante le numerose alluvioni che hanno spazzato via abitazioni, vite umane, mesi di lavoro, sudore e speranze, la popolazione di Gorè  inizia nuovamente  a lavorare, a costruire, a sperare, a vivere.  Alluvione dopo alluvione, epidemia dopo epidemia.

Ho quindi deciso di dar voce a questo coraggio perché  la sofferenza umana ha una natura duplice. Può essere causa di infelicità o incentivo per un’ulteriore crescita. Se ci disperiamo di fronte alla sofferenza, siamo persi, ma se la consideriamo un’occasione per svilupparci e migliorarci, scopriamo che la nostra esperienza ci rende in grado di portare felicità agli altri ( cit. Daisaku Ikeda) . Non ho la pretesa di cambiare il mondo o salvare vite umane, non credo di esserne in grado, nonostante ciò sento di avere un grande debito verso queste genti, sento di dover rendere loro un po’ di quello che mi stanno donando. Dietro la manina tesa di un bimbo qualunque , nudo e con il ventre gonfio, ci sono un’infinità di vie percorribili. Di scelte. Di azioni. Raccontarvi il mio lavoro, Gorè e il Tchad è una di queste.

Claudia

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